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mercoledì 11 dicembre 2019

#27 il museo della cosa

Mi piacerebbe vedere un museo dove le varie sale sono dedicate a parti del mondo diverse invece che una tipica divisione per periodo storico. Il motivo di questo è presto detto: la marineria e quindi anche il bozzello e le altre attrezzature a bordo delle navi si sono evolute in maniera diversa nelle diverse culture marinaresche attorno al globo. 
Acque differenti, climi poco o molto rigidi, oceani o laghi hanno influenzato in maniera diversa le forme degli scafi, le destinazioni d'uso del naviglio e gli armi montati. 
Dopodiché si può operare una suddivisione per epoche storiche ma sempre cercando di contestualizzare il singolo reperto all'interno dell'ambiente globale.

secondo me sarebbe opportuno esporre i vari metodi che le popolazioni hanno applicato per districarsi tra il cordame a bordo delle navi e delle barche mettendo in parallelo la tecnica del bozzello con quella delle cime, dei flessibili in generale rapportandoli anche con la Scienza dei materiali. 

Chiaramente sono molte informazioni che portano inevitabilmente allo sviluppo di più percorsi paralleli ma che potrebbero risultare un mix interessante consentendo di analizzare sia il Bozzello che i flessibili e più in generale le Scienze dei materiali.

A livello di distribuzione degli spazi mi immagino un edificio rotondo con una grande sala al centro con uno scafo completamente attrezzato e sul perimetro di questa sala tante porte a cui si accede a delle ulteriori sale (comunicanti tra loro per agevolare la visita) che rappresentano i vari settori descritti sopra.


lunedì 4 novembre 2019

#12 i materiali della cosa




Oggi...


Il bozzello Harken 40 che ho conservato è costituito da un nylon detto vetro-riempito. Consiste di una matrice di resina rinforzata con fibre di vetro ed è uno dei materiali più moderni e a buon prezzo per la fabbricazione di questo tipo di oggetti. Gli anelli che lo vincolano alla barca e i rivetti che tengono chiusi i suoi due semigusci vengono fatti in acciaio inossidabile. Oggigiorno le attrezzature di coperta più pregiate e costose per le barche vengono costruite in leghe di alluminio o fibra di carbonio.


...e ieri

A Genova e Venezia, dove erano presenti i più importanti cantieri navali, i bozzelli erano costruiti in legno con perni chiodi e inserti in ottone. In particolare ho trovato sul sito Veneziadoc.net i seguenti tipi di legno:


  • BAGOLARO: deve il suo secondo nome, “spaccasassi”, alla sua robustezza e alla profondità del suo apparato radicale. Il suo legno, bianco-grigiastro, è duro, compatto, pesante ed elastico. Era molto ricercato per oggetti sottoposti ad usura (parti meccaniche, ruote, bozzelli, ecc.) e per lavori al tornio.



  • CIAVARDELLO: ha un colore rosso – bruno chiaro, tendente a scurirsi col tempo. Molto omogeneo, denso e duro, si lavora bene e si porta a buona pulitura. E’ un po’ assomigliante al pero; resiste agli sfregamenti ed era usato per navette da telaio, pezzi di macchina, denti di ingranaggi, bozzelli, sculture, calci per fucili, ecc.


#33 la sintesi finale

L'idea alla base di questo blog è quella di individuare i legami tra il   luogo   dove sono nato e cresciuto, Sanremo e in particolare...